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Sintesi.

Dagli  inizi  del  secolo alla prima guerra mondiale, Giolitti,  prima
ministro degli interni e poi presidente del consiglio, tenne abilmente
sotto  controllo la vita politica italiana; egli pot cos  assicurare
continuit  alla  sua azione di governo, promuovere  un  significativo
progresso  economico  e  sociale, rafforzare e  ammodernare  lo  stato
liberal-democratico. Determinante fu il positivo  rapporto  instaurato
con  il movimento sindacale ed il partito socialista, all'interno  dei
quali  per  gran  parte  del  periodo  prevalsero  i  riformisti.  Nel
frattempo aument anche il peso politico dei cattolici e si diffuse il
nazionalismo antidemocratico e bellicista.  (Paragrafo 1).
Nel  corso  dell'et  giolittiana si verific  un'accelerazione  dello
sviluppo  industriale, grazie, oltre che ad una favorevole congiuntura
internazionale,  a  vari  fattori politici  ed  economico-sociali:  la
stabilit  e  la  relativa  pace sociale, la realizzazione  di  lavori
pubblici,  l'innalzamento  del tenore di vita  della  popolazione,  la
disponibilit di capitali e di manodopera. I maggiori progressi furono
realizzati  dalle  industrie  pesanti,  chimiche  ed  elettriche.  Gli
squilibri  tra  settori  economici pi o  meno  avanzati  e  tra  aree
geografiche  con un diverso grado di sviluppo risultarono  accentuati.
Il   sud   economicamente  emarginato  aliment  un  imponente  flusso
migratorio, diretto in gran parte oltreoceano e soprattutto verso  gli
Stati Uniti.   (Paragrafo 2).
Le  basi  del  nuovo clima politico furono poste a partire  dal  1901,
quando Giolitti, ministro degli interni del governo Zanardelli,  evit
di  adottare  misure  repressive contro i  numerosissimi  scioperi  di
quell'anno.  La  tregua  sociale, determinata anche  dall'adozione  di
riforme  volte  a migliorare le condizioni dei lavoratori,  favor  la
crescita   del  movimento  sindacale  sotto  l'influenza   riformista.
Nell'ottobre  del  1903,  in seguito al riacutizzarsi  della  tensione
sociale e politica, Zanardelli si dimise.  (Paragrafo 3).
Dal  1903  al  1906  Giolitti  riusc a  tenere  sotto  controllo  una
situazione   politico-sociale  resa  difficile  dalla  ripresa   delle
agitazioni dei lavoratori. Queste culminarono nel settembre  del  1904
con  il  primo  grande  sciopero generale della  storia  italiana,  in
seguito  al  quale  Giolitti chiese al re Vittorio Emanuele  terzo  lo
scioglimento   delle  camere;  quindi,  acquisita   una   pi   solida
maggioranza  alle  successive elezioni politiche,  grazie  all'allarme
suscitato nell'opinione pubblica moderata e all'apporto dei cattolici,
riprese la politica riformistica.  (Paragrafo 4).
A  partire  dal  1907,  il  rallentamento  della  crescita  economica,
originato  da  una  recessione di portata mondiale,  caus  prima  una
ripresa  delle  agitazioni  operaie e quindi  un  indebolimento  della
maggioranza,  in  seguito  al quale, nel  1909,  Giolitti  si  dimise.
Tornato  al governo nel 1911 con un programma comprendente fra l'altro
il  suffragio  universale maschile, ottenne la  fiducia  di  un  ampio
schieramento di forze, compresi i socialisti.  (Paragrafo 5).
Nel settembre del 1911 l'Italia inizi la guerra contro la Turchia per
l'occupazione  della  Libia,  voluta dai gruppi  economici  dominanti,
convinti  della possibilit di realizzare grossi profitti, e  da  gran
parte   dell'opinione   pubblica  e   delle   forze   politiche,   che
consideravano  l'espansione coloniale vantaggiosa per l'intero  paese,
oltre  che necessaria testimonianza di potenza nazionale. Il conflitto
si  concluse nell'ottobre del 1912, con la pace di Losanna, in seguito
alla  quale  l'impero  turco  cedette  all'Italia  la  sovranit   sui
territori libici.   (Paragrafo 6).
A   partire   dal   1912  il  clima  politico  and   progressivamente
deteriorandosi.   All'interno   del  partito   socialista   prese   il
sopravvento   l'ala   rivoluzionaria,  la  crisi   economica   provoc
un'acutizzazione dello scontro sociale, il dissenso verso la  politica
giolittiana  si  fece  pi vasto ed intenso.  Le  elezioni  del  1913,
nonostante  l'affermazione dei socialisti, consentirono la  formazione
di una maggioranza moderata; questa, per, era scarsamente compatta  e
difficile da manovrare, tanto che Giolitti, formato un nuovo  governo,
si  dimise  dopo  pochi  mesi, in attesa di un  momento  politico  pi
favorevole al suo ritorno. La situazione per era ormai caratterizzata
dalla    netta    contrapposizione   tra   Destra   e    Sinistra    e
dall'esasperazione  dei  contrasti  sociali  e  sarebbe  stata  presto
condizionata  dallo  scoppio della prima guerra mondiale.   (Paragrafo
7).
